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Perchè la follia serpeggia tra i corridoi della Scuola
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10 gennaio 2008

Non dite che non sono premurosa

Oggi, 3^ B, ora di grammatica, correzione dei compiti assegnati per le vacanze di Natale. 

Io, rivolta ad A. (famoso per riflettere solo molto dopo aver parlato): - Correggi l'esercizio 6.
A. (tutto imbarazzato): - Eh, prof, non l'ho fatto l'esercizio 6...
Io (faccia truce): - E perchè mai non l'hai fatto?
A. (sempre più in difficoltà): - Eeeeh, perchè pensavoooo....
Io: - Tu non devi pensare, che non sei abituato. Va a finire che ti affatichi.




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4 dicembre 2007

Quando la logica non è il loro forte: il ritorno.

...cambia classe, ma certe dinamiche rimangono INCONFONDIBILMENTE le stesse.

sercizio sui nomi derivati. Consegna del tipo: "Eccoti una lista di nomi primitivi. Aggiungendo il suffisso forma il nome derivato che indica l'oggetto che serve a contenerli. Es. Sale --> Saliera".
Corregge il mio baldo biondino Mauro, promessa del calcio veneto: "Pepe/pepiera, olio/oliera, the/teiera, zucchero/zuccheriera, fiori............................VASO".

........................................
...........................
.............
.....
...
!




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20 novembre 2007

Grande giornata, oggi!

 Non ho letto il mio oroscopo di oggi, ma deve essere stato stranamente fantastico, perchè, nell'ordine:

1) ho tolto con il raschietto una spessa coltre di ghiaccio dal cristallo della macchina, e non mi sono gelata le mani come solitamente accade;
2) il principio di raffreddore con cui mi sono alzata stamattina sembra essere rientrato a colpi di propoli&monks (gli unici religiosi con cui riesca ormai ad avere un rapporto così stretto);
3) sto scrivendo durante la mia ora a disposizione che stamattina, dopo mesi, è rimasta tale e cioè A DISPOSIZIONE;
4) consulto on-line il mio conto e scopro che, dopo secoli, sono risalita sopra quota tremila euro...

GRANDE GIORNATA, oggi! ;-)




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10 settembre 2007

Chi ben comincia...

...è a metà dell'opera, si è soliti dire.
Primo giorno di scuola (scuola nuova di zecca, ergo più emozionata io dei ragazzi).

Dopo aver anticipato alla terza che il programma sarebbe stato particolarmente corposo, un ragazzetto in primo banco alza la mano. Testuali parole riportate con fedeltà di cronista scrupoloso.
"Prof, ma è vero che l'argomento della Seconda Guerra Mondiale è particolarmente complicato a causa degli intrecci politici e di tutta la questione della Resistenza...?"
Io, in sollucchero: "Mmmh, ti piace la storia, vedo!"
Lui: "No!".

STUNC!

Perle di saggezza da See-the-Lake.




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20 luglio 2007

Gli insegnanti in estate non spariscono

Non è che d'estate, come qualcuno pensa, gli insegnanti cessano di esistere.
D'estate gli insegnanti sono più insegnanti che mai. Mai come tra luglio e agosto le loro visite agli amati ex provveditorati agli studi si fanno tanto frequenti e ricche di emozioni.....................

...comunque, per chi ha seguito via sms le mie vicende, fortunatamente l'usp di Treviso mi ha restituito il maltolto: nella fattispecie i miei punti da 55 sono tornati ad essere 57.
Il che mi ha consentito di fare un balzo in avanti di quasi quindici posizioni: una pacchia direte voi. Non tanto, rispondo io: semplicemente da 175esima ora sono 160esima. C'è di che festeggiare?

Ieri ho anche spedito la raccomandata alla scuola capofila per le graduatorie di istituto.
Non resta che incrociare le dita.




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22 giugno 2007

vita da precaria

Mercoledì è davvero finito l'anno scolastico, anche per me.
Gratis et amore dei ho consegnato le pagelle ai ragazzi. "La preside la ringrazia tanto se vuole consegnare le pagelle ai ragazzi, visto che li ha seguiti per l'intero anno scolastico, ma precisa che per quella giornata non sarà pagata.".

Ecco, anche questo è la scuola italiana.

Ma io sono una Signora, con la S maiuscola, e alle 10 puntualissima e sorridente ero lì per loro. Me li sono baciati tutti, uno alla volta, e ad ogni genitore ho dato, con aria rassicurante, una risposta speranzosa alla domanda: "Ma lei l'anno prossimo ci sarà?", quando invece non ho davvero la più pallida idea di dove sarò.
E si pone anche il problema, che ancora non ho risolto, del lavoro nei due mesi che ho davanti: certo non posso stare con le mani in mano fino a ottobre/novembre, quando arriverà il prossimo primo stipendio.


Ieri sono uscite le graduatorie ad esaurimento, e mi hanno pure sbagliato il punteggio, così stamattina sono dovuta passare dall'USP di Treviso. Alle 15, mentre cercavo di riposare, in un bagno di sudore, è squillato il telefono e dall'altro capo del filo c'era una gentilissima funzionaria che mi ha spiegato per quale motivo il certificato che avevo presentato relativo al master non andasse bene, e di come fosse necessario che risultasse chiaramente trattarsi di un master di 1500 ore/60 crediti... ma non è già implicito che queste informazioni se le debbano andare a cercare loro? La legge sull'autocertificazione e sulla semplificazione amministrativa allora che cosa l'hanno fatta a fare? Fateveli voi i controlli, se ne avete voglia.
E così lunedì devo passare dal Post lauream di Padova e sperare che esaudiscano questa mia ennesima richiesta.
Il tutto per che cosa? Per due punti.

Due punti che, però, mi permettono di guadagnare 10 posizioni.

Vita da precaria, lo intitolerò questo blog.




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11 giugno 2007

Riflessioni a posteriori

Che poi, va spiegato il motivo di questa punta di acrimonia.

Non è passata nemmeno una settimana da quando mi chiedevo, dispiaciuta, come avrei fatto a comunicare ad Ay. e Ac. che il Consiglio di Classe aveva votato per la loro ripetenza. Come al solito la vita offre risposte fantasiose, molto più di quelle che la nostra stessa umana fantasia può garantirci.

Martedì mattina della scorsa settimana arrivo a scuola e fisso telefonicamente un appuntamento per l'indomani, con i rispettivi genitori: lo scopo dell'incontro doveva essere quello (secondo quell'illuminata pedagoga della preside) di spiegare la valenza educativa della ripetenza. La verità è semplicemente che occorre avere la coscienza pulita nel caso in cui il pargolo decida, di fronte ai quadri che riportano la bocciatura, di fare qualche colpo di testa (tipo scappare di casa o peggio).

Mercoledì alle 10.50 arriva il papà di Ay., un omone imponente con una pancia notevole e lo sguardo torvo. Ci sediamo, lui da un lato e io e la mia collega di inglese dall'altro. Comincio il mio discorsetto di circostanza: "La vogliamo informare che il Consiglio di Classe, pur con molto rammarico, ha deciso di votare per fermare suo figlio in prima" e bla bla bla. L'uomo si fa ancora più torvo: evidentemente non capisce. E chiede: "Mio figlio deve rifare la prima?". Io: "Sì...".
A quel punto la situazione precipita. Si alza in piedi e comincia a scuotere il paravento, urlando: "Io non capisco...!". Poi ci sovrasta con tutta la sua imponenza e inveisce contro di noi. Emanuela ed io ci facciamo piccole, più piccole possibile, mentre dall’interno della sala insegnanti i colleghi assistono allibiti alla scena. Altri scrolloni al paravanto, con dipinta in faccia l’espressione di chi, se non avesse avuto quei pochi etti di lino e bambù contro cui sfogarsi, l’avrebbe fatto tranquillamente con il nostro collo. E se ne va.

Io faticavo a capacitarmi di quel che era accaduto, e ancora sconvolta ricevo l’altro genitore.

Ma nel frattempo, non pago di quel che aveva combinato, l’omone rientra, afferra per il braccio la vicepreside e le dà della puttana, asserendo che avrebbe messo una bomba a scuola. Si dirige in classe, si riprende suo figlio urlando come un pazzo e trascinandolo fuori. Certo, dopo un anno di parassitismo, di note sul diario e sul registro, di punizioni, di prediche, di colloqui, la bocciatura è qualcosa di inatteso e inaccettabile! Comunicata da due donne, poi... tsè (e io perdipiù quel giorno avevo una maglietta turchese discretamente scollata: che essere spregevole devo essergli apparsa!).

Le bidelle chiamano i carabinieri.

Morale della favola? Devo farmi scortare fino all’incrocio, per paura di incontrarlo lì vicino, pronto a investirmi con la macchina o ad aggredirmi.

E scopro dai colleghi che l’omone è stato allontanato un po’ di tempo fa dall’Italia a causa di una denuncia sporta dalla moglie (e successivamente ritirata), alla quale, non volendo lei portare il velo e volendo abbigliarsi all’occidentale, ha fracassato la faccia e rotto un braccio.

Sempre per violenze ha perso la patria potestà sulla figlia maggiore.

Quanti interrogativi ho nella testa... sull’integrazione, sulle pari opportunità, sulle discriminazioni, sulla violenza, sui preconcetti. Sulla violenza (fisica e verbale) che ormai ha raggiunto livelli esponenziali ovunque, e purtroppo anche nella scuola.




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10 giugno 2007

La scuola in tasca (alè!)

 Ho saputo ieri da una collega di matematica che in libreria esiste un libriccino che si intitola La scuola in tasca, scritto - questa è la cosa più incredibile - da un ispettore scolastico del Ministero, in cui vengono offerti ai genitori CENTINAIA di moduli prestampati per sporgere denuncia contro gli insegnanti.
L'insegnante di Palermo, alla ribalta della cronaca da alcuni giorni, la quale ha fatto scrivere "SONO UN DEFICIENTE" ad un bulletto che da mesi si accaniva contro un coetaneo con offese e crudeltà (cosa, peraltro, non lontana dal vero - l'essere un DEFICIENTE da parte del ragazzino!!!!) chiaramente deve essere stata portata all'esasperazione. Senza alcun dubbio non ha scelto certo una frase felice.
Ma quel senso di impotenza unito ad una rabbia che viene dalle viscere di fronte al sorrisino strafottente del bullo di turno che E' PERFETTAMENTE CONSAPEVOLE CHE VOI NON POTETE FARE NULLA e che il tanto millantato coltello dalla parte del manico gli insegnanti hanno smesso di averlo da un bel pezzo (pur ammettendo che vi sia stato chi, in passato, ne abbia abusato), vi giuro che io stessa l'ho provato più volte e lo conosco bene.

Sappiate - se già non lo sapevate, perchè io l'ho scoperto ieri - che gli insegnanti che facciano copiare agli alunni 10-100 volte una definizione, una formula matematica ecc. SONO PASSIBILI DI DENUNCIA in quanto punizione umiliante (???).

Signore e signori, siamo alla follia.




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5 giugno 2007


Oggi ero in sala insegnanti, e sono entrati A. e A., i miei due alunni marocchini di prima. Erano intimiditi dal fatto di trovarsi lì, in un luogo normalmente inaccessibile e "misterioso".
Si sono avvicinati e mi hanno consegnato l'invito per la presentazione che faranno, per genitori e insegnanti, del loro laboratorio di educazione alimentare: erano piccoli ed orgogliosissimi.

In classe oggi hanno alzato la mano, e sono intervenuti quando ho chiesto di dedurre la regola dell'utilizzo della H in italiano.
Sanno che ieri ci sono stati gli scrutini.

Con quale cuore comunicherò a loro e ai loro genitori che il Consiglio di Classe ha deciso di fermarli in prima?




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2 giugno 2007

Nel mezzo del cammin di nostra vita

Non un cinema, ma il caffè ha avuto il potere di raddrizzare un pochino questa giornata iniziata male (e che rischiava di finire anche peggio...).

Un caffè, una macina, e mi sono messa a lavorare al pc alle relazioni finali, che dovrò presentare lunedì in Consiglio di Classe.

Quante scartoffie inutili tocca produrre. Cartaccia che nessuno leggerà mai. Giovedì alla terza ora, mentre in macchina andavo con la mia collega di inglese a prendere un cappuccino, ne discutevamo, e lei mi raccontava con aria divertita di quel collega toscano il quale sosteneva di aver presentato, per anni e anni e anni, la posto della relazione finale, la fotocopia di un canto della Divina Commedia, senza che nessuno se ne sia apparentemente mai accorto.

Allucinante.




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